Autrice: Cristina Cerasi
La cucina tipica abruzzese è una delle più riconoscibili e autentiche d’Italia. Quando in Abruzzo si apparecchia la tavola, ogni piatto racconta una storia. Quella del pastore che cuoceva la carne sulla brace tra le montagne, della nonna che tirava la pasta sulla chitarra, del pescatore che rientrava all’alba con le reti cariche. La cucina abruzzese
Grano, legumi, olio extravergine, carne ovina, erbe spontanee, pesce dell’Adriatico. Pochi fronzoli, tanta sostanza. È una cucina che nasce dalla necessità e diventa identità, dove la transumanza ha lasciato tracce profonde quanto i tratturi che attraversano la regione.
Scopri con noi i piatti che rendono l’Abruzzo una delle destinazioni enogastronomiche più interessanti d’Italia. Dalla costa all’entroterra, dai primi ai dolci, preparati a un viaggio che sa di tradizione vera.
Piccolo annuncio: Con questo articolo inauguriamo la sezione cucina tipica abruzzese e della Valle delle Abbazie, ma se vuoi conoscere le delizie del nostro territorio visita la sezione 👉🏻 tradizioni e tipicità.
Indice dell'articolo
Piatti tipici dell’Abruzzo: tre anime, una tavola
Per capire la cucina abruzzese, devi conoscere le sue tre radici culturali:
Cucina pastorale — Pecora, agnello, formaggi ovini. È la cucina dei pastori, delle mani che lavorano il latte e cuociono la carne sulla brace. Povera di ingredienti, ricchissima di sapore.
Cucina contadina — Legumi, ortaggi, pane, pasta fatta in casa. Qui regna la lentezza: zuppe che sobboliscono per ore, impasti che riposano sotto il canovaccio, verdure raccolte nell’orto dietro casa.
Cucina marinara — Pesce azzurro, brodetti, conserve. Sulla costa adriatica il mare detta la linea, il profumo del brodetto, l’odore della salsedine che entra dalle finestre.
Tra i simboli assoluti della tradizione abruzzese trovi:
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arrosticini (ormai famosi a livello internazionale)
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spaghetti alla chitarra (vanto della cucina abruzzese, soprattutto teramana)
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timballo teramano (ci sono anche altri tipi di timballo in Abruzzo, ma il teramano è il più celebre)
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pallotte cacio e ova (oggi diffuse in tutto l’Abruzzo, ma soprattutto nell’area di Chieti)
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scrippelle ‘mbusse (crespelle in brodo tipiche della cucina teramana)
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agnello cacio e ova (amatissimo in tutto l’Abruzzo)
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brodetto di pesce (la zona costiera è ricca di varietà di brodetto di pesce, uno dei più famosi è il brodetto vastese)
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ventricina (sia spalmabile, tipica della zona di Teramo, che a salume, tipica della zona di Vasto)
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pecorino abruzzese (uno dei formaggi più famosi e amati della Regione)
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parrozzo (dolce con mandorle e cioccolato nativo di Pescara)
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ferratelle (ogni area abruzzese ha la sua ricetta e i suoi ferri tipici per la cottura)
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bocconotti (dolci ripieni deliziosi, famosissimi quelli di Montorio e Castel Frentano, ma non solo)
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pizza dogge (con vari nomi e in varie versioni, il dolce tipico della festa)
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pecora alla callara o alla cottura (carne di pecora a lunga cottura, cambia leggermente la ricetta e varia la denominazione in base all’area di appartenenza, “callara” per il teramano, “cottora” per l’aquilano)
Questo è solo un breve elenco, non esaustivo, dei piatti tipici che puoi trovare in Abruzzo. Continuando a seguirci scoprirai tutti i segreti della cucina tradizionale abruzzese, chicche e delizie che solo Valle delle Abbazie può consigliarti!
Primi piatti tipici abruzzesi
I primi sono il cuore pulsante della cucina regionale abruzzese: dalla pasta tirata a mano, dal brodo che cuoce piano, dal profumo che invade la casa. Ogni casa, ogni famiglia, ogni nonna d’Abruzzo ha il suo piatto del cuore, fatto con amore per la tradizione e per l’antica cucina tipica abruzzese. Ecco alcuni esempi di primi piatti tipici abruzzesi che devi assolutamente assaggiare se ti trovi nella Regione.
Spaghetti alla chitarra
La chitarra è uno strumento in legno con fili metallici tesi che serve per tagliare la pasta, la sezione è quadrata, la superficie ruvida — perfetta per trattenere il sugo. I condimenti classici?
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pallottine (polpettine minuscole fatte a mano)
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sugo d’agnello.
Ma sono anche diffusi tanti altri tipi di condimenti come:
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sughi di pesce
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funghi
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tartufo
Puoi condire gli spaghetti alla chitarra come preferisci (ma devi provare la versione tradizionale con le pallottine). Unica regola da rispettare: il gusto!

Pasta alla mugnaia
Nella zona di Elice, in provincia di Pescara, si prepara questo formato unico: spaghetti lunghi, spessi, rustici, tirati rigorosamente a mano. Serve maestria vera, perché l’impasto deve avere la consistenza giusta per non spezzarsi. Di solito si condisce con sughi robusti di carne, ma anche con preparazioni più semplici che lasciano parlare la pasta.
Scrippelle ‘mbusse
Crespelle sottilissime arrotolate e immerse nel brodo di gallina. È un piatto festivo, nato nella tradizione teramana. Sembra semplice, ma nasconde una tecnica precisa: le scrippelle devono essere sottili come veli, il brodo deve essere profumato, chiaro e dorato. Quando le assaggi capisci perché è uno dei piatti più amati della regione.
Timballo abruzzese (o teramano)
Il timballo è il piatto delle grandi occasioni: matrimoni, battesimi, domeniche importanti. Prepararlo richiede tempo e passione, ma il risultato è una bomba di sapore che mette tutti d’accordo. Strati di scrippelle (per il timballo teramano) o sfoglia (per la versione pescarese) alternati con sugo, carne, polpettine, uova sode, formaggio, ci sono varianti in base ai territori e alle tradizioni familiari, spesso nascono vere e proprie lotte su quale sia la ricetta originale del timballo abruzzese.
✨ Noi di Valle delle Abbazie ci sentiamo di dire che la ricetta originale del timballo è quella della nonna, la nonna ha sempre ragione.

Sagne e ceci
Pasta acqua e farina tagliata a mano, cotta con ceci, aglio e olio. È l’esempio perfetto di cucina povera che diventa ricchezza: ingredienti semplicissimi, zero sprechi, sapore che scalda il cuore. In alcune zone si aggiunge anche un soffritto di pomodoro o peperoncino.
Secondi piatti tipici abruzzesi
I secondi piatti tipici abruzzesi parlano soprattutto di montagna e pastorizia. La carne ovina regna sovrana, ma non mancano sorprese legate al mare e alla tradizione contadina.
Arrosticini
Arrosticini (non chiamateli spiedini, si rischia grosso) di carne ovina cotti su brace viva in fornacella. Solo sale a fine cottura, nient’altro. Si mangiano caldissimi, uno dietro l’altro, spesso accompagnati da pane casereccio e un filo d’olio. Sono diventati emblema dell’Abruzzo nel mondo, ma la versione migliore la trovi ancora nei piccoli borghi di montagna, dove qualche ristoratore li prepara come una volta.

Pecora alla callara/cottora
La pecora alla callara/cottora il piatto storico dei pastori: lunga cottura in paiolo (la callara/cottora) con erbe aromatiche, vino e odori. La carne diventa tenerissima, quasi si scioglie. Un tempo si preparava durante la transumanza, oggi è un rito che si tramanda nelle sagre di paese e nelle trattorie dell’entroterra.
Agnello cacio e ovo
Bocconcini di agnello saltati in padella e finiti con una cremina di uova sbattute e pecorino grattugiato. La salsa lega tutto, avvolge la carne, crea un’armonia perfetta. È una preparazione antica, diffusa in tutto l’entroterra abruzzese, e ogni famiglia ha la sua variante segreta.
Pallotte cacio e ova
Le palette cacio e ova sono polpette senza carne, fatte solo con uova e formaggio, qualcuno aggiunge anche pane raffermo. Nate come piatto di recupero nei tempi in cui la carne era un lusso, oggi sono rappresentanti della tradizione contadina. Si servono in umido con sugo di pomodoro, e sono così buone che una volta assaggiate non le dimenticherai.

Baccalà
Nell’entroterra abruzzese il pesce conservato ha sempre avuto un ruolo importante. Il baccalà si prepara fritto, con patate, o con peperoni, o pomodoro, creando piatti sostanziosi perfetti per l’inverno. In alcuni borghi la tradizione del baccalà è così radicata che ci sono sagre dedicate.
Dolci tipici abruzzesi
La pasticceria abruzzese tipica è un mondo di mandorle, miele, cioccolato e ricordi d’infanzia. Molti dolci nascono in ambito conventuale o rurale, legati a festività religiose e tradizioni familiari che si tramandano da generazioni.
Parrozzo
Il dolce simbolo del Novecento abruzzese, il parrozzo è fatto con semolino e mandorle, ricoperto di cioccolato fondente. Reso celebre anche da Gabriele d’Annunzio, che gli dedicò perfino una poesia, oggi è il re dei dolci abruzzesi, ma la sua origine è pescarese.
Ferratelle (neole, pizzelle)
Le neole/ferratelle/pizzelle sono cialde sottili cotte su ferri roventi decorati, ognuno con il suo disegno tradizionale. Ogni zona ha la sua versione: morbide, croccanti, arrotolate, farcite con crema o marmellata. In alcune famiglie i ferri si tramandano di generazione in generazione, custodi di ricette segrete.
Bocconotti
I bocconotti sono piccoli scrigni di pasta frolla con ripieni che cambiano da zona a zona: cioccolato e mandorle, marmellata d’uva (scrucchiata di uva Montepulciano) ecc. I più famosi sono quelli di Castel Frentano e Montorio al Vomano, ma ogni pasticceria abruzzese ha la sua versione. Un morso e ti ritrovi catapultato nelle domeniche a casa della nonna.
- bocconotti
- caggionetti
Caggionetti
I caggionetti sono dolci fritti ripieni di castagne, ceci dolci, marmellata o mosto cotto (il ripieno cambia in base ai territori), tipici del periodo natalizio. La forma ricorda dei ravioli dolci, la frittura li rende croccanti fuori e morbidi dentro. In alcune zone si spolverano con zucchero a velo o miele.
Pepatelli e mostaccioli
I pepatelli sono dolci speziati con miele, mandorle e pepe nero e sono diffusi soprattutto nel teramano durante le feste. Il pepe crea un contrasto incredibile con il dolce del miele, un’esperienza che divide: o li ami o li odi. Ma almeno una volta nella vita vanno assaggiati.
I mostaccioli sono dolci tipici abruzzesi, tra i più famosi ci sono quelli prodotti nell’area di Castelli (TE). Sono una sorta di biscotti a base di mandorle e cacao, ma un tempo venivano impastati utilizzando il mosto cotto.
Antica cucina abruzzese: quando la necessità diventa arte
La cucina tradizionale abruzzese nasce da tre condizioni storiche precise: economia pastorale, agricoltura di sussistenza e isolamento geografico di molti borghi di montagna. Ricette di recupero, zero sprechi, largo uso di legumi e cereali hanno creato piatti storici che ancora oggi portiamo in tavola:
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Zuppe di legumi (sagne e fagioli, sagne e ceci, ceci e lenticchie, ceci e zafferano)
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Pane cotto a legna nei forni comunitari
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Formaggi di transumanza (pecorini stagionati)
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Minestre di verdure di campo (cicoria, borragine, tarassaco)
Virtù teramane del primo maggio
Le Virtù teramane meritano un capitolo a parte nel discorso sulla cucina antica abruzzese. Sono un primo piatto tipico che si prepara a Teramo ogni primo maggio, non è una semplice zuppa di verdure e legumi, ma un piatto complesso e gustoso regolato e protetto da un apposito disciplinare. Su strada dei parchi puoi trovare il 👉🏻 con la ricetta originale.

Specialità abruzzesi: prodotti che fanno la differenza
Quando parliamo di specialità abruzzesi non intendiamo solo antipasti, primo o secondi piatti, ma anche i prodotti identitari che li compongono. Sono loro a fare la differenza tra un buon piatto e un’esperienza memorabile. Ecco alcuni esempi di specialità da provare nella Regione.
Salumi
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Ventricina del Vastese — Salume piccante a grana grossa, stagionato nella vescica del maiale. Ogni famiglia vastese ha la sua ricetta, tramandata gelosamente.
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Ventricina teramana — Versione completamente diversa: morbida, spalmabile, con carne suina tritata finemente. Si spalma sul pane e basta così.
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Salsiccia di fegato — Tipica delle zone interne, fatta con fegato e spezie. Sapore forte e deciso. Nell’aquilano viene chiamata cicolana.
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Mortadella di Campotosto — Salume IGP delicato, dalla forma ovale caratteristica. Niente a che vedere con la mortadella bolognese, quella abruzzese è piccola e a base di carne tritata, all’interno ha un morbido e saporitissimo cuore di grasso.
Formaggi
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Pecorino abruzzese — Il re indiscusso. Può essere fresco, semi-stagionato o stagionato. Quello di montagna ha un sapore più intenso.
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Ricotta ovina — Freschissima, cremosa, dolcissima. Quella vera si trova solo nei caseifici di montagna.
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Canestrato — Pecorino pressato in cesti di giunco che lasciano l’impronta caratteristica sulla crosta, famosissimo quello di Castel del Monte (AQ).

Prodotti certificati
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Zafferano dell’Aquila DOP — Uno degli zafferani più pregiati al mondo, coltivato sull’Altopiano di Navelli. Il suo aroma è inconfondibile.
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Oli DOP regionali — Aprutino Pescarese, Colline Teramane, Pretuziano delle Colline Teramane. Oli corposi, fruttati, perfetti per bruschette e verdure.
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Confetti di Sulmona IGP — Confetti artigianali decorati, vere opere d’arte commestibili.
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Carota e patata del Fucino IGP — prodotti conosciuti in tutta Italia e protagonisti di molte ricette locali.
Vini
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Montepulciano d’Abruzzo — Il vino rosso più famoso della regione. Corposo, tannico, perfetto con la carne.
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Trebbiano d’Abruzzo — Bianco versatile, da aperitivo o da tutto pasto.
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Cerasuolo — Il rosato abruzzese per eccellenza. Colore ciliegia, fresco e beverino.
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Pecorino — Bianco aromatico, da non confondere con il formaggio!
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Passerina — Bianco delicato, ottimo con il pesce.
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Montonico — vino bianco diffuso soprattuto nel comune di Bisenti, in provincia di Teramo.
Liquori e distillati
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Centerbe — Liquore alle erbe fortissimo (70°), digestivo per stomaci forti. La versione più famosa è quella di Tocco da Casauria.
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Ratafià — Liquore dolce alle amarene/viscioli, tipico delle zone montane. Si prepara in casa durante l’estate.
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Genziana — Distillato amaro ottenuto dalla radice di genziana, raccolto in montagna. Sapore intenso e caratteristico.
Questi prodotti sono parte integrante dell’esperienza gastronomica abruzzese e del turismo del gusto. Ogni assaggio è un pezzo di storia, ogni bottiglia racconta il territorio.

genziana
Presidi Slow Food abruzzesi: custodi della biodiversità
In Abruzzo il cibo non è soltanto tradizione: è paesaggio, memoria e identità. I Presidi Slow Food presenti nella regione rappresentano un impegno concreto per salvaguardare produzioni agricole e artigianali che rischierebbero di scomparire sotto la pressione dell’industria e dell’omologazione alimentare.
Dietro ogni presidio c’è una comunità di produttori, un territorio specifico e una storia fatta di gesti antichi. Conoscerli significa sostenere la biodiversità abruzzese e scegliere un modo più consapevole di vivere la tavola.
Formaggi: espressione autentica dei pascoli d’altura
Canestrato di Castel del Monte
Formaggio ovino dal carattere deciso, nasce sui pascoli del versante meridionale del Gran Sasso. Deve il suo nome ai tradizionali canestri di giunco che modellano la crosta, lasciando l’inconfondibile trama sulla superficie. Il sapore è intenso, con note piccanti che si accentuano con la stagionatura.
Pecorino di Farindola
Prodotto in quantità limitate, è uno dei formaggi più rari d’Abruzzo. La sua particolarità è l’uso del caglio di maiale, che conferisce aromi complessi e una struttura unica. Una lavorazione antica che rende questo pecorino profondamente identitario.
Salumi: tradizioni contadine dal gusto deciso
Ventricina del Vastese
Salame storico dell’area frentana, realizzato con tagli nobili del suino. Ha grana grossa, colore intenso e una speziatura piccante equilibrata. La stagionatura nella vescica naturale contribuisce alla sua consistenza compatta e al sapore persistente.
Mortadella di Campotosto
Ancora prodotta da pochissimi artigiani, si distingue per la forma ovale e l’impasto compatto di carne magra selezionata. Il gusto è delicato ma riconoscibile, lontano dalla mortadella emiliana per tecnica e risultato finale. La mortadella di Campotosto racchiude un delizioso cuore di grasso.
Salsiccia di fegato aquilana: la cicolana
Insaccato tradizionale ottenuto da fegato, cuore e polmone di maiale, arricchiti con carne, grasso, sale e peperoncino. Il profilo aromatico è intenso e deciso, espressione della cucina pastorale di montagna.
Salsicciotto frentano
Tipico della Valle del Sangro, viene preparato con carne suina, aglio e pepe. La stagionatura breve ne mantiene morbidezza e vivacità aromatica.
Legumi e cereali: agricoltura resistente d’alta quota
Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio
Minuscola e saporita, cresce oltre i 1000 metri sulle pendici del Gran Sasso. Considerata tra le lenticchie più pregiate d’Italia, è oggi conosciuta anche a livello internazionale per qualità e tenuta in cottura.

Cece di Navelli
Coltivato tra i 700 e gli 800 metri in terreni aridi, è portato avanti da un numero limitato di agricoltori. I chicchi sono piccoli ma ricchi di sapore, ideali per zuppe e piatti tradizionali.
Fagioli di Paganica
Varietà locale coltivata nelle frazioni aquilane di Paganica, Tempera, Onna, Bazzano e San Gregorio. Buccia sottile e gusto delicato li rendono particolarmente versatili in cucina.
Grano Solina dell’Appennino Abruzzese
Frumento tenero adattato a terreni difficili tra 500 e 1400 metri di altitudine. Coltivato secondo principi di agricoltura sostenibile, produce una farina rustica, perfetta per pane e pasta dal sapore autentico.
Ortaggi e frutta: colori e profumi della terra abruzzese
Patata Turchesa
Coltivata sulle alture del Gran Sasso, si riconosce per la buccia viola intensa. La polpa è compatta e saporita, adatta a molte preparazioni tradizionali.

Peperone Dolce di Altino
Carnoso e naturalmente dolce, viene coltivato con metodi rispettosi dell’ambiente. È uno degli ingredienti più identificativi della cucina frentana.
Cipolla Bianca di Fara Filiorum Petri
Dal gusto dolce e delicato, può essere consumata sia cruda sia cotta, valorizzando piatti semplici e genuini.
Fico Secco Reale di Atessa
Essiccato secondo tecniche tradizionali, concentra zuccheri e profumi in una consistenza morbida e avvolgente.
Oliva Intosso
Varietà autoctona recuperata e valorizzata negli ultimi anni. Ha polpa consistente e sapore deciso, utilizzata sia da tavola sia per trasformazioni.
Vitigni storici e mieli di montagna
Uva Montonico
Vitigno ormai rarissimo, coltivato principalmente nei comuni di Bisenti e Cermignano. I grappoli sono grandi e allungati, con acini giallo-verdastri. È un patrimonio agricolo che racconta l’antica vocazione vitivinicola del territorio.
Mieli dell’Appennino Abruzzese
Prodotti in area montana a partire dagli 850 metri di altitudine, comprendono varietà come millefiori, santoreggia e stregonia. Aromi complessi e profumi intensi esprimono la ricchezza floreale dell’Appennino aquilano.
FAQ sulla cucina tipica abruzzese
Quali sono i piatti tipici e tradizionali in Abruzzo?
I piatti abruzzesi tradizionali più rappresentativi sono: arrosticini, spaghetti alla chitarra, timballo teramano, scrippelle ‘mbusse, pallotte cacio e ova, agnello cacio e ovo, pecora alla callara/cottora, brodetto di pesce (soprattutto il vastese), parrozzo e ferratelle. Sono ricette riconosciute dalla tradizione gastronomica regionale e documentate dalla cultura culinaria locale, tramandate di generazione in generazione.
Per cosa è famoso l’Abruzzo nel cibo?
L’Abruzzo è famoso soprattutto per gli arrosticini, diventati icona della regione nel mondo. Ma la vera ricchezza sta nella cucina pastorale (carne ovina, formaggi ovini), nelle paste fatte a mano (chitarra, mugnaia), nei dolci alle mandorle (parrozzo, mostaccioli, pepatelli), nello zafferano dell’Aquila DOP, nei vini Montepulciano e Cerasuolo, nei salumi artigianali come la ventricina e nei formaggi ovini stagionati. La forza della cucina abruzzese è l’autenticità e il legame diretto con territorio e stagioni.
Quali sono le cose tipiche dell’Abruzzo?






