L’Aquila: scopri il capoluogo d’Abruzzo con Valle delle Abbazie

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Autrice: Cristina Cerasi

L’Aquila (nota come Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di oltre 70.000 abitanti, capoluogo di provincia e della regione Abruzzo. Sorge al centro della conca aquilana, lungo il corso del fiume Aterno, ai piedi del Gran Sasso.

Vuoi conoscere L’Aquila e ammirarne le bellezze? Lasciati guidare da Valle delle Abbazie! In questa panoramica ti presentiamo una selezione di monumenti e luoghi simbolo, ma la città custodisce moltissimi altri tesori di cui ti racconteremo, continua a seguirci!

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

La basilica di Santa Maria di Collemaggio si trova appena oltre le mura cittadine. Fu fondata nel 1288 da Pietro da Morrone, che qui, il 29 agosto 1294, venne incoronato papa con il nome di Celestino V. Riconosciuta come il massimo esempio di architettura abruzzese e simbolo stesso della città, dal 1902 è dichiarata monumento nazionale. Dal 1327 accoglie le spoglie di Celestino V, custodite nel mausoleo costruito da Girolamo da Vicenza (il maestro di Andrea Palladio) nel 1517.

La basilica è legata alla Perdonanza Celestiniana, il primo giubileo della storia, istituito nel 1294 con la Bolla del Perdono. Oggi è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio immateriale dell’umanità. In questo contesto, la basilica si distingue per la presenza di una Porta Santa, situata sulla facciata laterale.

Insieme alle chiese di San Bernardino, Collemaggio possiede il titolo di basilica minore. Nel tempo ha subito numerosi interventi a causa dei terremoti. Dopo il sisma del 2009, importanti restauri conclusi nel 2017 le hanno restituito splendore, guadagnando nel 2020 il Premio dell’Unione Europea per il patrimonio culturale.

La sua facciata rappresenta uno dei punti più alti del romanico-gotico italiano, con una rigorosa geometria di blocchi squadrati e tre magnifici rosoni, di cui quello centrale è il più rilevante.

All’interno, tre navate si sviluppano su arcate ogivali sostenute da pilastri ottagonali. Curiosamente, la navata destra è più ampia della sinistra. Le pareti conservano affreschi del XV secolo, tra cui la Madonna di Loreto con le sante Agnese e Apollonia, l’Assunzione della Vergine e una suggestiva Crocifissione.

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Basilica di Collemaggio

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Interno Basilica di Collemaggio

La porta Santa della Basilica di Collemaggio e il Mausoleo di Celestino V

Sulla parete sinistra si apre la Porta Santa, accessibile solo durante la Perdonanza Celestiniana, tra il 28 e il 29 agosto. Attraversarla concede l’indulgenza plenaria ai fedeli confessati e pentiti. È la prima porta santa della storia, poi modello per quelle romane.

Nell’abside destra si trova il mausoleo di Celestino V, costruito nel 1517 per accogliere le sue reliquie, trasferite all’Aquila già nel 1327. Si tratta di uno dei monumenti funerari più importanti della città, insieme a quello di San Bernardino.

Chiesa di San Silvestro: gli affreschi; la cappella Branconio e… Raffaello Sanzio

La chiesa di San Silvestro sorge nel quarto di Santa Maria e risale al XIII secolo. Fu costruita dagli abitanti di Collebrincioni, contribuendo così alla fondazione della città. L’edificio custodisce resti di un prezioso ciclo di affreschi, attribuito al Maestro di Beffi (Leonardo di Sabino da Teramo).

Nel XV e XVI secolo, grazie alla famiglia Branconio, la chiesa si arricchì di opere di artisti come Francesco da Montereale (allievo del Perugino), Raffaello Sanzio e Giulio Cesare Bedeschini. Dal 1902 è annoverata tra i monumenti nazionali.

La facciata è quadrata, con decorazioni ogivali, mentre l’interno a tre navate è scandito da arcate ogivali su pilastri cilindrici. L’abside centrale conserva affreschi gotici internazionali del Maestro di Beffi, tra cui l’Adorazione dei Magi, la Madonna col Bambino e la Maestà del Cristo.

Nelle cappelle laterali si trova, a sinistra, quella dei Branconio, completamente decorata da Giulio Cesare Bedeschini e datata 1625 (la prima decorazione fu commissionata a Giovanni Paolo Donati nel 1582). Per la famiglia Branconio, Raffaello Sanzio dipinse nel 1517 la celebre Visitazione, oggi custodita al Museo del Prado di Madrid. Oggi è visibile una copia dell’opera, probabilmente del Bedeschini.

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San Silvestro, facciata

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San Silvestro, cappella Branconio

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San Silvestro, affreschi

Basilica di San Bernardino

La basilica di San Bernardino fu costruita tra il 1454 e il 1472 in onore di san Bernardino da Siena, le cui spoglie sono racchiuse in un mausoleo scolpito da Silvestro dell’Aquila. La facciata rinascimentale, opera di Cola dell’Amatrice, è considerata la più alta espressione del Rinascimento abruzzese.

L’interno, ricostruito in stile barocco dopo il sisma del 1703, conserva opere di artisti come Andrea della Robbia e Pompeo Cesura. Il soffitto ligneo dorato di Ferdinando Mosca è uno degli elementi più spettacolari. Dal 1902 la chiesa è tra i monumenti nazionali e oggi è basilica minore.

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San Bernadino, esterno

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San Bernardio, interno

Chiesa delle Anime Sante

La chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come chiesa delle Anime Sante, domina piazza Duomo insieme alla cattedrale. Venne edificata dal 1713 per ricordare le vittime del terremoto del 1703 e rappresenta l’esempio più alto di architettura religiosa aquilana del Settecento.

La facciata tardo-barocca con influssi borrominiani e rococò fu progettata da Giovan Francesco Leomporri e realizzata da Orazio Antonio Bucci. All’interno si distingue la grande cupola ottocentesca in stile neoclassico, progettata dal Valadier e decorata da Alessandro Terzani.

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Chiesa Anime Sante

Duomo di San Massimo (in restauro)

Il Duomo dell’Aquila, ufficialmente cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, risale al XIII secolo. Gravemente colpito dal terremoto del 1703, venne più volte restaurato. Dal 1902 è riconosciuto monumento nazionale.

La facciata ha subito numerosi rifacimenti, dall’impianto medievale a quello neoclassico attuale, con due torri campanarie e un portico centrale. L’interno barocco, con pianta a croce latina, si sviluppa su un’ampia navata affiancata da cappelle.

Forte spagnolo: il castello dell’Aquila e il Mammut

Il Forte Spagnolo, o Castello Cinquecentesco, fu costruito nella prima metà del XVI secolo durante la dominazione spagnola. Nonostante non sia mai stato impiegato in guerra, negli anni servì come residenza, caserma e quartier generale militare. Dal 1902 è monumento nazionale.

A pianta quadrata con bastioni a punta di lancia, è circondato da un ampio fossato e da un ampio parco alberato, ed è accessibile tramite un ponte in muratura.

Curiosità: all’interno del castello è conservato lo scheletro di un Mammut, rinvenuto a Scoppito nel 1954.

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Mammut

Borgo Rivera e Fontana delle 99 Cannelle

Il Borgo Rivera è il quartiere più antico dell’Aquila. Qui si ammira la celebre Fontana delle 99 Cannelle, uno dei simboli cittadini, eretta nel 1272 su progetto di Tancredi da Pentima. Formata da vasche disposte su più livelli, con 93 mascheroni tutti diversi tra loro e 6 cannelli (99 cannelle, appunto), la fontana è tra i primi monumenti civici della città.

Curiosità: la sorgente che alimenta la fontana è rimasta segreta. Secondo la leggenda, l’architetto Tancredi Da Pentima fu ucciso per non rivelarne l’origine, e il suo corpo sarebbe sepolto sotto la struttura.

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99 Cannelle, particolare

Palazzi dell’Aquila: Buccio di Ranallo; Notar Nanni; Camponeschi

Passeggiando per l’Aquila si incontrano splendidi palazzi storici. Qui trovi una selezione, ma la città offre meraviglie in ogni angolo.

  • Casa di Buccio di Ranallo: edificio trecentesco perfettamente conservato, già dimora del cronista medievale Buccio di Ranallo.

  • Casa di Jacopo di Notar Nanni: palazzo rinascimentale che unisce elementi medievali e quattrocenteschi.

  • Palazzo Camponeschi: risalente al XIII secolo e più volte rimaneggiato, divenne sede politica, poi collegio dei Gesuiti, poi parte della Facoltà di Lettere e Filosofia. Oggi è sede del Rettorato dell’Università dell’Aquila.

Palazzi dell’Aquila: Emiciclo; Villa Nurzia; Villa Silvestrella

  • Palazzo dell’Emiciclo: costruito nel 1888 in stile neoclassico, è caratterizzato dalla facciata semicircolare e dal porticato con colonne doriche.

  • Villa Nurzia: raffinato esempio di stile liberty aquilano, decorata con stucchi floreali e figure umane.

  • Villa Silvestrella: villa in stile liberty-eclettico dei primi del Novecento, tutelata dai Beni Culturali. Presenta portici, torrette e vetrate decorate in stile Jugendstil.

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Villa Silvestrella

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Emiciclo

Musei dell’Aquila da visitare: MUNDA e MAXXI L’Aquila

Il Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) conserva opere che spaziano dal Medioevo al Barocco e dispone anche di una sezione dedicata ai reperti archeologici. Entrando nel museo è possibile conoscere gran parte della storia della città e della Regione. Una visita è d’obbligo!

Il MAXXI L’Aquila, con sede a palazzo Ardinghelli, è un centro d’arte contemporanea collegato al MAXXI di Roma. Non possiede una collezione permanente, ma ospita mostre temporanee di grande rilievo, progetti educativi ed eventi culturali.

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MUNDA

Perché l’Aquila si chiama L’Aquila?

Quando fu identificato il sito più adatto per la fondazione della città dell’Aquila, si individuò un luogo vicino anche al fiume Aterno, che corrisponde all’attuale Borgo Rivera. Trattandosi di un’area ricca di sorgenti veniva chiamata Acculi. Il nome “Aquila” richiama l’acqua e non direttamente l’aquila imperiale, simbolo che compare ancora oggi nello stemma cittadino, accompagnato dal motto latino Immota manet. Con l’Unità d’Italia la città assunse il nome di Aquila degli Abruzzi, modificato durante il fascismo in L’Aquila, denominazione attuale.

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