👉🏻 L’iniziativa si terrà a Roma presso l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, in Piazza San Marco 49, al secondo piano, e riunirà studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali.
Al centro dell’incontro ci saranno le importanti testimonianze archeologiche rinvenute nel territorio di Penna Sant’Andrea, in particolare le iscrizioni paleosabelliche che rappresentano una preziosa fonte per conoscere le popolazioni che abitavano l’Abruzzo prima della conquista romana.
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Monte Giove e le testimonianze di un Abruzzo antico
Le iscrizioni di Penna Sant’Andrea sono strettamente legate al sito archeologico di Monte Giove, un luogo di grande interesse storico situato tra i territori di Penna Sant’Andrea e Cermignano.
L’area conserva una caratteristica particolarmente significativa: sulla stessa altura si trovano le tracce di un santuario, di un abitato e di una necropoli, elementi che permettono di ricostruire diversi aspetti della vita di una comunità antica.
Dalla necropoli provengono tre stele funerarie con iscrizioni paleosabelliche risalenti al V secolo a.C. Questi reperti, oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti, documentano una comunità che si identificava come sabina e costituiscono una testimonianza importante per lo studio delle lingue e delle culture dell’Italia preromana.
La giornata di studi rappresenta quindi un’occasione per approfondire il valore di queste testimonianze, mettendo in dialogo archeologia, linguistica, epigrafia e storia antica.
Il programma della giornata
I lavori si apriranno alle ore 9:45 con i saluti e la presentazione della giornata a cura di Adriano La Regina e Alessandro Naso.
La prima sessione sarà dedicata alle testimonianze archeologiche e linguistiche dell’Abruzzo preromano. Seguiranno contributi dedicati allo studio dell’epigrafia paleosabellica, alle forme di scrittura e alle caratteristiche linguistiche delle iscrizioni.
La seconda sessione, prevista a partire dalle ore 14:00, approfondirà ulteriormente l’interpretazione delle stele di Penna Sant’Andrea, con interventi di studiosi dell’Università IULM di Milano, dell’Universitas Mercatorum, dell’Università di Perugia e della Sorbona di Parigi.
La giornata si concluderà con una discussione aperta, dalle ore 16:00 alle 17:00.
La ricerca archeologica come strumento di valorizzazione del territorio
L’appuntamento romano offre anche l’opportunità di riportare l’attenzione su un patrimonio archeologico che appartiene profondamente alla storia della Valle delle Abbazie.
Monte Giove, infatti, non è soltanto un sito di interesse scientifico, ma un luogo che può contribuire a raccontare le origini e le trasformazioni delle comunità che hanno abitato queste vallate molto prima del Medioevo e della diffusione del monachesimo.
La ricerca archeologica, lo studio delle iscrizioni e la valorizzazione dei reperti permettono di ampliare la conoscenza del territorio, restituendo visibilità a una storia ancora poco conosciuta.
È proprio attraverso la collaborazione tra università, istituzioni e realtà locali che questo patrimonio può diventare una risorsa culturale condivisa, capace di rafforzare il legame tra le comunità e la propria storia.
Conoscere l’Abruzzo preromano significa anche riscoprire le radici più antiche della Valle delle Abbazie.
Informazioni sull’evento tratte dal programma ufficiale della giornata di studi del 6 novembre 2026 👉🏻 Convegno 6 Novembre 2026 Roma.pdf




