Brigata Maiella: la storia dei patrioti abruzzesi che scelsero la libertà

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Autrice: Cristina Cerasi

Immagine di copertina Il maggiore Lamb con accanto il tenente Lesley Filliter e in piedi Domenico Troilo vice comandante della “Maiella” ©️ Archivio storico Fondazione Brigata Maiella

Qual è il valore più importante per te? Immagina di perderlo… e con esso di perdere la tua casa, i tuoi affetti e la tua quotidianità, perché un occupante sta distruggendo ogni cosa al suo passaggio. Immagina di non voler soccombere per nessuna ragione e di avere dentro un fuoco rivoluzionario, pronto ad ardere per cambiare le cose.

Mosso da questo spirito Ettore Troilo (Torricella Peligna, 10 aprile 1898 – Roma, 5 giugno 1974) decise di muoversi contro l’occupazione tedesca, fondando la Brigata Maiella, gruppo di Patrioti abruzzesi che portò l’Italia verso la libertà dal 1943 al 1945 e di cui fu comandante. 

Senza la sua volontà il gruppo di patrioti della Maiella non sarebbe nato a Casoli, in provincia di Chieti, nel dicembre del 1943. Accanto a lui un gruppo di uomini, pronti a rischiare tutto. Diventati subito un centinaio e poco a poco, nel corso delle battaglie, oltre 1500. Tutti volontari. 

  • Nessuno obbligato a restare, perché nella Brigata Maiella si combatteva potendo scegliere di andarsene in qualsiasi momento. Eppure, nessuno abbandonò. Nessuno.

Nata nel cuore dell’Abruzzo durante uno dei momenti più drammatici della Seconda guerra mondiale, la Brigata Maiella fu molto più di una formazione partigiana. Fu la scelta libera di uomini che decisero di non restare a guardare mentre la guerra e gli occupanti devastavano le loro case, i loro paesi e le loro famiglie.

Contadini, operai, studenti, professionisti, persone accomunate da un ideale comune: la libertà. Oggi, Valle delle Abbazie ti porta a conoscere una storia unica nel suo genere, che racconta i valori più profondi dell’Abruzzo: quella della Brigata Maiella.

targa brigata maiella a pizzoferrato

targa brigata maiella a gessopalena

Quando nasce la Brigata Maiella

L’8 settembre 1943 segnò una svolta nella storia dell’Italia. Dopo l’armistizio, il Paese venne occupato dall’esercito tedesco e parte dell’Abruzzo si ritrovò lungo la Linea Gustav, uno dei principali fronti della guerra.

  • 08-09-1943: Troilo era a Roma (presente anche Pertini) per dare il via alla Resistenza. Roma cadde nelle mani dei tedeschi, ma Ettore decise di non fermarsi e di tornare in Abruzzo per continuare a lottare.

Fu in questo contesto drammatico che Ettore Troilo, avvocato originario di Torricella Peligna, decise di organizzare un gruppo di volontari per combattere al fianco degli Alleati contro l’occupazione nazista.

La Brigata Maiella nacque ufficialmente a Casoli, in provincia di Chieti, nel dicembre del 1943. A Casoli era stanziato l’esercito inglese che, dopo una lunga diffidenza iniziale, acconsentì a fornire armi (in quantità limitata) e sostentamento ai volontari della Brigata, ma non vestiti. 

Pertanto, gran parte dell’equipaggiamento della nascente Brigata derivava da ciò che i volontari riuscivano a racimolare durante le battaglie. Persino le loro armi erano di varia produzione, es. tedesca, inglese, perché, appunto, i loro averi dipendevano da ciò che la guerra lasciava sul campo.

La brigata avrebbe dovuto fronteggiare difficoltà indescrivibili, ma non si sarebbe mai lasciata abbattere. Superò il freddo, la neve, le lunghe marce a piedi, la fame, le perdite in battaglia, le ferite, le malattie, i ricoveri di fortuna, l’equipaggiamento scarso e variegato… senza che nessuno abbandonasse mai il gruppo.

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Il maggiore Lewicki, ufficiale di collegamento del II Corpo polacco con il comandante della “Maiella” Ettore Troilo ©️ Archivio storico Fondazione Brigata Maiella

La Linea Gustav, un piccolo approfondimento 

Tra il 1943 e il 1944 l’Abruzzo si trovò direttamente coinvolto negli scontri lungo la Linea Gustav, il grande sistema difensivo tedesco che attraversava la penisola italiana, dal Tirreno all’Adriatico, raggiungendo Ortona. Sul versante abruzzese, il fronte interessò le aree appenniniche, la Maiella e gli Altipiani Maggiori, fino al fiume Sangro, dove per mesi l’avanzata delle forze alleate fu contrastata dalle postazioni e dalle fortificazioni tedesche.

La presenza del fronte ebbe conseguenze pesantissime per le popolazioni locali: combattimenti, bombardamenti, distruzioni, rastrellamenti e sfollamenti segnarono profondamente numerosi paesi e comunità. I tedeschi attuavano la tecnica della terra bruciata, minavano, radevano al suolo e distruggevano tutto ciò che fosse sul loro passaggio.

Molti paesi furono distrutti, tantissimi gli sfollati e numerosi gli eccidi, il più cruento fu quello di Sant’Agata. È in questo contesto che si inserisce la vicenda della Brigata Maiella, formazione partigiana nata a Casoli alla fine del 1943 e impegnata al fianco degli Alleati nella liberazione dell’Italia.

  • L’eccidio di Sant’Agata: Sant’Agata era un piccolo agglomerato di case nella campagna tra l’Aventino e Gessopalena, l’eccidio lì avvenuto fu uno dei più terribili. 2 soldati tedeschi rimasero uccisi e 2 furono i feriti a seguito di un’imboscata della nascente Brigata Maiella. Per vendetta, i tedeschi trucidarono con violenza ben 42 persone a Sant’Agata, per lo più donne, bambini e anziani, già sfollati da Torricella Peligna.

Oggi i territori che furono attraversati dalla Linea Gustav conservano una memoria fatta di distruzione, quella operata dai tedeschi, e di forza, dimostrata dalla cittadinanza. Dove le tracce della guerra continuano a raccontare una delle pagine più difficili della storia dell’Abruzzo e dell’Italia.

monumento eccidio sant'agata a gessopalena

Ettore Troilo e la scelta della libertà

Dietro la nascita della Brigata c’è la figura di Ettore Troilo, avvocato di grande determinazione e profondo senso civico. Da citare è l’episodio della sua fuga, utile a capire lo spirito del futuro comandante. Ettore riuscì a sfuggire alla cattura dei tedeschi che imprigionavano tutti gli uomini per portarli a Roccaraso a lavorare, come veri e propri schiavi.

Approfittando di un momento di distrazione degli occupanti, scese dal camion. Una donna aveva avuto un malore ed Ettore si finse medico. Qualcuno fece la spia, ma Ettore non si arrese, arrampicandosi sui tetti batté per la prima volta i nazisti, correndo a perdifiato verso quello che sarebbe stato il suo destino: la fondazione della Brigata Maiella.

La sua non fu soltanto una scelta militare, ma soprattutto morale. In un momento in cui tutto sembrava perduto, Troilo credette che fosse ancora possibile reagire e restituire dignità al proprio territorio. Camminando tra le campagne, Ettore si diresse verso Casoli, dove erano gli alleati dell’VIII Armata Britannica. 

targhe ettore troilo a torricella peligna

Attorno a lui si raccolsero i primi volontari. In poco tempo diventarono circa un centinaio e, con il proseguire della guerra, la Brigata arrivò a contare oltre 1.500 combattenti.

Il primo elenco fu scritto su un foglio, con un pezzo di matita consumata. Questa è una delle immagini più forti associate alla fondazione della Brigata Maiella. Il gruppo nacque senza mezzi motorizzati (si definivano motorizzati a pie’) e con un equipaggiamento di base. Ma la loro forza era la determinazione, nessuno, da quel giorno, li avrebbe più fermati.

  • Troilo era una persona stimata e considerata di grande valore, oltre che affidabile. Aveva combattuto come volontario, giovanissimo, nella Prima Guerra Mondiale, era avvocato, profondo antifascista e socialista. La sua figura era una vera e propria garanzia, ma la diffidenza iniziale degli inglesi fu comunque fortissima.
  • Il Corpo Volontari della Maiella nacque il 5 dicembre 1943, grazie a Ettore Troilo e alla fiducia del Maggiore Lionel Wigram (Sheffield, 1907 – Pizzoferrato, 3 febbraio 1944). La Brigata fu aggregata al V Corpo britannico dell’VIII armata e ricevette un equipaggiamento di base. 👉🏻 Il corpo volontari
  • Il gruppo restò sempre apartitico, nonostante Ettore Troilo fosse di fede socialista evitò di influenzare politicamente o ideologicamente i suoi uomini. Gli ideali comuni erano la Repubblica, la libertà e la democrazia. 👉🏻 Autonomia

chiesa di pizzoferrato dove si svolse la battaglia

targa brigata maiella a pizzoferrato

Una brigata di volontari liberi

Uno degli aspetti che rende unica la Brigata Maiella è il carattere completamente volontario della sua partecipazione. Nessuno era obbligato a restare. Chiunque poteva scegliere di lasciare la Brigata in qualsiasi momento. 

Eppure, nonostante le difficoltà, le lunghe marce, il freddo, le battaglie e i continui pericoli, non ci fu un solo abbandono. Nemmeno uno. La volontà di restare nel gruppo era così forte da funzionare come deterrente a comportamenti errati.

Tutti avevano paura di essere cacciati e di perdere l’onore di combattere con la Brigata. Fu proprio questa libertà di scelta a rendere ancor più significativo l’impegno del gruppo.

  • La Brigata Maiella non entrò mai a far parte dell’esercito regolare e conservò così la propria autonomia di ispirazione e d’azione. Fu riconosciuta dal Regio Esercito come il primo reparto autonomo di volontari italiani. 👉🏻 Autonomia

Un altro Troilo: Domenico

Mentre Ettore fondava la Brigata, Domenico Troilo (Gessopalena, 22 aprile 1922 – Lanciano, 11 marzo 2007) si trovava a Gessopalena (Chieti), dove organizzò un gruppo per combattere contro i nazisti e difendere il territorio dalla distruzione. Tutti i suoi uomini confluirono poi nella Brigata Maiella di cui Domenico divenne vice comandante. 

  • È curioso notare che, pur avendo lo stesso cognome, Ettore e Domenico non fossero imparentati.

Gessopalena fu uno dei paesi rasi al suolo dai nazisti, ancora oggi il paese vecchio è una testimonianza tangibile della crudeltà dei tedeschi durante la guerra.

gessopalena, il paese distrutto dai nazisti

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Gessopalena distrutta dal minamento tedesco del 3-4 dicembre 1943 ©️ Archivio storico Fondazione Brigata Maiella

Dall’Abruzzo al Nord Italia

La Brigata Maiella non si fermò alla liberazione del solo territorio abruzzese. Dopo aver contribuito alla liberazione dell’Abruzzo, continuò ad affiancare le truppe alleate lungo tutta la risalita della penisola italiana, combattendo nelle Marche, in Emilia-Romagna e in Veneto fino alla conclusione della guerra nel 1945. 

I territori liberati dal gruppo di patrioti furono numerosissimi eppure, questa è una storia ancora troppo poco raccontata. 

  • La Brigata Maiella era temuta e rispettata persino dagli stessi nazisti, noti per non aver pietà né rispetto di nessuno. “I lupi delle Maiella“, così li chiamavano, a sottolineare la loro astuzia e il loro valore.

Una decorazione unica nella storia italiana

La Brigata Maiella occupa un posto speciale nella storia della Resistenza. È infatti l’unica formazione partigiana italiana decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera, il massimo riconoscimento conferito per il valore dimostrato in guerra.

Un’onorificenza che testimonia il coraggio, il sacrificio e il contributo offerto dai suoi volontari alla liberazione dell’Italia. Questa onorificenza però, arrivò alla brigata solo nel 1963, ben 20 anni dopo i fatti.

targa brigata maiella a pennadomo

Il valore della memoria

Raccontare la Brigata Maiella significa ricordare che la libertà non è mai un bene acquisito e scontato, ma una conquista continua costruita attraverso il coraggio di chi ha scelto di difenderla.

È una storia profondamente abruzzese, ma allo stesso tempo universale. Una storia che parla di responsabilità, di dignità e di persone comuni capaci di compiere scelte straordinarie.

Per questo motivo la Brigata Maiella continua ancora oggi a rappresentare uno dei simboli più potenti dell’identità dell’Abruzzo. È attiva ancora oggi, la fondazione Brigata Maiella, voluta da Domenico Troilo e con sede a Pescara.

La fondazione porta avanti ancora oggi gli ideali della Brigata, per trasmetterli alle nuove generazioni. Info sul loro sito ufficiale 👉🏻 Fondazione Brigata Maiella

La famiglia di Ettore Troilo: ancora attiva nel ricordo

Per la stesura di questo contenuto abbiamo incontrato a Torricella Peligna la famiglia di Ettore Troilo, con il figlio, il nipote e i bisnipoti. Ci hanno raccontato molto sulla Brigata Maiella e ci sono stati di grande aiuto per conoscere di più su questo argomento speciale.

A loro, a Ettore e a tutta la Brigata Maiella dedichiamo questo articolo, sperando possa avere anche solo un piccolo ruolo nella divulgazione e nella sensibilizzazione. Un grande ringraziamento va anche alla Fondazione Brigata Maiella per l’autorizzazione all’uso delle foto.

famiglia troilo a torricella peligna

FONTI: Troilo Nicola: Storia della Brigata Maiella Ugo Mursia Editore; https://www.fondazionebrigatamaiella.it/; intervista alla famiglia Troilo.

Foto dell’Abruzzo di Cristina Cerasi. 

Foto della Brigata Maiella archivio Fondazione Brigata Maiella.

gessopalena, targhe fondazione brigata maiella

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