Il 3 dicembre, presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, si è svolto il seminario “Trasformazioni territoriali e sostenibilità”, organizzato dalla Prof.ssa Paola De Salvo, docente di Sociologia dell’Ambiente, Sviluppo e Branding Territoriale e Trasformazioni Urbane e Dinamiche Partecipative.
Tra gli ospiti invitati a portare un contributo concreto e basato sull’esperienza sul campo, anche Graziano Di Crescenzo (Abruzzo 3D) e Cristina Cerasi (Itaca ETS), che hanno presentato il lavoro svolto negli ultimi anni all’interno del progetto europeo REVIVE e il caso di studio di Valle delle Abbazie come modello di valorizzazione e narrazione territoriale.
Indice dell'articolo
Tecnologie, comunità e creatività: il territorio come spazio vivo
Nel corso dell’intervento, Di Crescenzo e Cerasi hanno affrontato un tema centrale: la rigenerazione territoriale come processo partecipato, costruito attraverso l’ascolto, il dialogo con le comunità locali e una gestione attenta delle identità culturali e dei luoghi.
Partendo dall’esperienza del progetto REVIVE – Historic Towns and Sites, dedicato alla creazione di spazi abitativi sostenibili e inclusivi ispirati al Nuovo Bauhaus Europeo, hanno illustrato come la presenza costante sul territorio, l’apertura di luoghi fisici e digitali, le interviste ai cittadini e la mediazione dei conflitti siano passaggi fondamentali per attivare un processo di trasformazione autentico.
Durante il racconto dell’esperimento condotto a Cellino Attanasio, i partecipanti del seminario hanno potuto conoscere il percorso che ha portato alla nascita del Santo Spirito HUB, uno spazio condiviso, regolamentato insieme ai cittadini e frutto di decisioni collettive: un esempio concreto di territorializzazione, ovvero del modo in cui le comunità modellano, regolano e raccontano il proprio territorio.

Sostenibilità come pratica quotidiana: sociale, ambientale, economica, simbolica
L’intervento ha mostrato come lo sviluppo sostenibile non sia un concetto astratto ma un approccio capace di guidare scelte progettuali precise. Dalla riqualificazione attraverso materiali riciclati o reperiti localmente, ai moduli multiscopo, fino alla costruzione di regolamenti condivisi: ogni azione compiuta nel progetto REVIVE testimonia come la sostenibilità possa essere declinata in tutte le sue dimensioni.
La comunicazione, online e offline, è parte integrante di questo processo: racconta il luogo senza snaturarlo, restituisce voce ai cittadini, conserva simboli e tradizioni, e allo stesso tempo li rende accessibili e comprensibili. Cuore del progetto REVIVE sono stati i giovani talenti provenienti da 6 paesi europei (Finlandia, Italia, Romania, Slovenia, Croazia, Spagna), che hanno lavorato per due settimane per la riuscita del progetto.
Valle delle Abbazie come caso di studio
Il seminario è stato anche l’occasione per approfondire il progetto Valle delle Abbazie, presentato come esempio virtuoso di come il territorio possa diventare un ecosistema narrativo integrato.
Attraverso audio guide, mappe cartacee e digitali, tour virtuali, fumetti, giochi, blog e contenuti multimediali, Valle delle Abbazie ha dimostrato come sia possibile rendere leggibile un territorio complesso senza semplificarlo, ma anzi aumentandone l’accessibilità, l’inclusività e il valore culturale.
I temi trattati hanno toccato aspetti centrali come:
-
la costruzione dell’identità territoriale,
-
l’importanza dei processi partecipativi,
-
la coerenza tra territorio fisico e territorio digitale,
-
l’etica della comunicazione culturale,
-
il ruolo strategico della ricerca e dei dati.

Il digitale come territorio e come strumento di sviluppo
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra spazio fisico e digitale. Oggi non sono mondi separati: si influenzano a vicenda e richiedono coerenza, studio e responsabilità. Secondo Di Crescenzo e Cerasi, “il digitale è un territorio a tutti gli effetti”, un luogo in cui la narrazione può generare conoscenza, conservazione, promozione e consapevolezza.
Una comunicazione efficace non può prescindere da un approccio inclusivo, che renda il patrimonio accessibile a tutti, senza trasformarlo in un prodotto commerciale, ma preservandone il valore culturale e sociale.
Un seminario che costruisce ponti
La partecipazione al seminario dell’Università di Perugia rappresenta un passo importante nel dialogo nazionale sui temi della rigenerazione territoriale, della sostenibilità e della partecipazione attiva delle comunità.
L’incontro ha offerto agli studenti e ai partecipanti uno sguardo concreto su come la progettazione territoriale possa trasformarsi in una pratica reale, basata su studio, ascolto, co-progettazione e creatività. Il territorio è un organismo vivo, fatto di persone, storie, luoghi e simboli. L’esperienza raccontata da Graziano Di Crescenzo e Cristina Cerasi lo dimostra: rigenerare significa prima di tutto comprendere, rispettare e costruire insieme.
Il seminario di Perugia non è stato solo un momento di confronto accademico, ma un incontro tra visioni, esperienze e pratiche per rendere i territori più inclusivi, sostenibili e partecipati.
La partecipazione degli studenti
Per applicare i temi del seminario gli studenti si sono organizzati in gruppi e hanno elaborato proposte di esempio per la riqualificazione di alcune aree della città di Perugia, ponendo il focus sul coinvolgimento della popolazione, sulla partecipazione, sui bisogni concreti delle comunità e sulle soluzioni da attuare per soddisfarle.
Ringraziamenti
Si ringraziano per l’ospitalità, l’invito e la partecipazione:
-
Paola de Salvo, Professoressa associata in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio
-
Silvia Scarafoni, PHD in Legalità, culture politiche e democrazia
-
l’Università degli studi di Perugia
-
La presentazione






