Ci sono mostre che si visitano. E poi ci sono mostre che si attraversano lentamente, perché parlano di memoria, identità e di quel legame profondo che unisce l’uomo alla propria terra.
Dall’11 luglio al 20 settembre 2026, il territorio ai piedi del Gran Sasso ospita “Radici”, una mostra-evento dedicata a Antonio Ligabue, Annunziata Scipione e Cesare Zavattini, ospitata in due sedi d’eccezione: il Museo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea del Santuario di San Gabriele e il Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia.
L’inaugurazione è in programma sabato 11 luglio alle ore 18, mentre la mostra sarà visitabile con ingresso libero nei giorni di giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Indice dell'articolo
Annunziata Scipione, la voce autentica dell’Abruzzo contadino
Tra i protagonisti dell’esposizione c’è Annunziata Scipione, artista originaria di Camerale, una figura impossibile da racchiudere nella semplice definizione di pittrice e scultrice.
La sua è stata una ricerca artistica nata lontano dalle accademie e dalle convenzioni. Da bambina custodiva le pecore, modellava la terra con le mani, disegnava con il carbone e scolpiva il legno seguendo un istinto creativo naturale, senza immaginare che quei gesti sarebbero diventati arte.
Per molti anni dipinse quasi di nascosto. Le donne della sua generazione erano chiamate ad altro: il lavoro nei campi, la famiglia, la casa. Eppure Annunziata continuò a dipingere, raccontando ciò che conosceva meglio: la vita quotidiana delle campagne abruzzesi.
Nei suoi quadri rivivono il raccolto del granturco, la preparazione dei sacchi per dormire, la lavorazione del maiale, le feste popolari, i giochi dei bambini, i boschi, le stagioni e il mondo contadino. Ogni opera è un frammento di memoria che restituisce dignità a una civiltà fatta di fatica, solidarietà e semplicità.
Come lei stessa raccontava:
«Cosa provo quando dipingo? Io provo tutto. In fondo, nessuno mi aveva detto nulla. L’ho fatto di mia prepotenza. È una cosa che mi è sempre piaciuta. E ogni quadro ha la sua storia perché io ho dipinto quello che ho visto intorno a me e quello che ho vissuto e ancora adesso ricordo: il bosco, la campagna, la vita dei contadini, queste cose ho dipinto.»
Più che un’artista naïf, Annunziata Scipione è stata una straordinaria custode della memoria collettiva. Le sue opere sono un archivio visivo delle tradizioni dell’Abruzzo, capace ancora oggi di emozionare e raccontare le nostre radici.
Antonio Ligabue: il genio che trasformò la natura in emozione
Antonio Ligabue è considerato uno dei più importanti pittori del Novecento italiano. Autodidatta e profondamente legato al mondo naturale, ha costruito un linguaggio artistico inconfondibile, fatto di colori intensi, animali selvatici, paesaggi e numerosi autoritratti.
Le sue opere raccontano la forza della natura, ma anche il tormento e la sensibilità di un uomo che ha vissuto ai margini della società, trasformando la pittura nel suo principale strumento di espressione. Oggi Ligabue è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi interpreti dell’arte italiana del XX secolo.
Cesare Zavattini: lo scrittore che ha raccontato l’Italia delle persone comuni
Scrittore, sceneggiatore, giornalista e intellettuale, Cesare Zavattini è stato uno dei protagonisti della cultura italiana del Novecento e uno dei padri del Neorealismo.
Collaboratore di registi come Vittorio De Sica, ha firmato capolavori che hanno raccontato con straordinaria umanità la vita quotidiana delle persone comuni.
Parallelamente all’attività cinematografica, Zavattini ha coltivato una profonda passione per la pittura e per l’arte, sostenendo la creatività come strumento di conoscenza e valorizzazione delle radici culturali.
Un dialogo tra tre grandi interpreti della memoria
Il titolo della mostra, “Radici”, racchiude perfettamente il filo che unisce i tre protagonisti.
Le opere di Antonio Ligabue, Annunziata Scipione e Cesare Zavattini parlano linguaggi differenti, ma condividono la stessa esigenza: raccontare l’uomo, la terra, la memoria e il rapporto con le proprie origini.
È un percorso che invita il visitatore a riflettere sul valore dell’identità culturale e sul patrimonio umano che ogni territorio custodisce.
Un appuntamento da non perdere nella Valle delle Abbazie
Per chi visita la Valle delle Abbazie, questa esposizione rappresenta un’occasione preziosa per completare il viaggio alla scoperta del territorio.
Dopo aver ammirato abbazie, borghi storici e paesaggi del Gran Sasso, la mostra permette di conoscere anche il patrimonio artistico che racconta l’anima più autentica dell’Abruzzo.
Informazioni utili
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Mostra: Ligabue – Scipione – Zavattini. Radici
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Periodo: dall’11 luglio al 20 settembre 2026
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Inaugurazione: 11 luglio 2026, ore 18
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Sedi: Museo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea (Santuario di San Gabriele) e Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia
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Orari: giovedì e venerdì 16.00-19.00; sabato e domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00
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Ingresso: gratuito

Mostra da un progetto di Silvia Pegoraro, a cura di Marzio Dall’Acqua e Silvia Pegoraro. Evento promosso dal GAL Gran Sasso-Laga, dalla Fondazione Tercas, dal Santuario di San Gabriele, dal Comune di Teramo e dal Comune di Tossicia. L’organizzazione è a cura dell’Associazione culturale ArteLive e da Ligabue Art Projects.




